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Clotilde Cantampanca è una strega italiana.

Sebbene asserisca con convinzione di aver frequentato Torrebruma e di essere stata smistata in Lestapiuma, nessuno si ricorda di Clotilde Cantampanca tra i banchi di scuola. Probabilmente perché troppo vecchia, chissà. C’è chi dice abbia più di cento anni. Sporca, coperta di stracci, sempre in disordine, Clotilde è una donna la cui presenza non passa certo inosservata, e non solo per la sua evidente ritrosia per il sapone. Sempre carica di chincaglieria e oggettini di bizzarra fattura, conservati gelosamente nel sacco di juta che spaccia per ultima tendenza dell’Incantavia, è spesso alla ricerca di qualcuno con cui concludere scambi vantaggiosi. Meno fortunati sono quelli cui si rivolge in veste di acquirente, poiché si ritroveranno molto probabilmente ad essere pagati in vecchi bottoni e torsoli di mela smangiucchiati, personale valuta della selvatica strega. Si considera una gran signora ed osserva stupita le reazioni dei propri interlocutori che inorridiscono al pensiero della sua famosa dimora, costituita apparentemente da cumuli di spazzatura e rifiuti magici sovrapposti. Clotilde è molto nota nel mondo magico per la sua passione per le storie e i ricordi altrui, che raccoglie instancabilmente nel suo continuo girovagare. In molti dicono di averla vista di frequente trafficare con misteriose fialette colme di liquido argenteo.

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